martedì 11 marzo 2008

Fallibilità della teoria del compenso

La lotta è sempre la stessa, cercheranno di pagarvi il meno possibile per il lavoro che svolgete. Alla base di questa "lotta" la convinzione che i profitti di una società, tra i tanti fattori che ne determinano il buon andamento, sono maggiori se il salario dei dipendenti è quanto più basso possibile. Sbagliato!
I dipendenti sono, oltre che dipendenti, consumatori! Pagare un lavoratore meno di quanto merita porterà inevitabilmente lo stesso a limitare le sue spese allo stretto necessario.
Se i lavoratori della società X non hanno un salario adeguato, probabilmente non compreranno l'auto nuova e le vendite della società Y, che produce auto, tenderanno a scendere.
Se i lavoratori della società X non hanno un salario adeguato per comprarsi il telefonino nuovo, le vendite della società Y, che produce telefonini, tenderanno a scendere.
Se i lavoratori della società X non hanno un salario adeguato non potranno permettersi di andare a cena fuori tutte le volte che vorrebbero, i ristoranti avranno meno clienti.
Sono solo alcuni esempi.
Vi sembra una reazione a catena poco credibile?
Non è forse logico presupporre che al diminuire del numero dei consumatori diminuisca anche il volume degli introiti?

Perchè non guadagno abbastanza?

Il "Teorema del Salario" di Dilbert afferma che "Ingegneri e scienziati non potranno mai guadagnare quanto uomni d'affari, commerciali e responsabili amministrativi."

Questo teorema è adesso supportato da un'equazione matematica basata sui seguenti ben noti postulati:

Postulato 1: La Conoscienza è Potenza.
Postulato 2: Il Tempo è Denaro
.

Qualunque ingegnere sa che:
Potenza = Lavoro / Tempo.

Poichè: Conoscienza = Potenza , allora

Conoscienza = Lavoro / Tempo, e Tempo = Denaro, quindi Conoscienza = Lavoro / Denaro.

Risolvendo per Denaro, otteniamo:

Denaro = Lavoro / Conoscienza.

Quindi, al tendere della conoscienza a zero il Denaro tende all'infinito, indipendentemente dalla quantità di Lavoro.

Qui la fonte..

lunedì 10 marzo 2008

Lavoriamo come ArtAttack!!!

La nostra non è una struttura IT.
La nostra è una grande puntata di Art Attack.
Integriamo la procedura di stampa degli estratti conto con la situazione climatica su Boston? Fatto!
Aggiungiamo 8 campi ad una tabella che ne ha già 120? Fatto!
Cospargiamo tutto con abbondante colla vinilica? Fatto!
Il codice è niente, tutto è solo maschere e bottoni!
(salvo poi dover mettere mani su quella implementazione fatta a calci in c**o, la cui analisi, fatta con innegabile maestria dal responsabile di turno, affiancato dall'amministrativo di turno, si è dimostrata affidabile come un pagamento in contanti fatto Corona..)

venerdì 7 marzo 2008

Prendi la valigia e scappa...

Ho la pessima abitudine di leggere un po' di feed la mattina. Oggi Punto Informatico pubblica una di quelle interviste che ti fa venir voglia di scappare dall'Italia, non per le solite motivazioni demagogiche, ma per le riflessioni che scaturiscono dal confronto fra la tua condizione di lavoro nell'amato Bel Paese, ed una possibile alternativa, che curiosamente non prevede nè il trasferimento su Marte, nè il salto iperdimensionale.
Se vi va, potete fare anche un giro su questo sito per farvi un'idea di cosa significhi, anche in termini strettamente economici, andare a vivere in Irlanda.
Non so se per voi è lo stesso, ma questo Bel Paese ha un retrogusto sempre più forte di muffa...

ps: per completare il quadretto, ringrazio sentitamente un mio collega che mi ha suggerito di leggere questo

giovedì 6 marzo 2008

Decalogo del gruppo IT

Faccio parte ormai da tempo di un gruppo IT. Sono orgoglioso di presentare questo decalogo sperando che sia uno stimolo per tutti quelli che, come me, "vivono" per l'azienda e vivono grazie alla stessa nuove ed esaltanti esperienze ogni giorno ;)


1. I dipendenti del gruppo IT (da qui in poi definiti “mantenuti”) non hanno dignità di essere umano.

2. Ogni mese a turno un mantenuto verrà usato come antivirus umano. Il suo corpo verrà sottoposto alla somministrazione di virus ed agenti patogeni, per studiarne gli effetti. Mensilmente un mantenuto del gruppo IT sarà usato anche come BUG e verranno effettuati su di lui operazioni di derattizzazione, castrazione chimica e disinfestazione.

3. In caso di assenza di fornitura elettrica i mantenuti saranno usati come catena umana conduttiva per portare la 220 in ogni presa dell’Azienda.

4. Il budget per il gruppo IT sarà ridotto permettendo di fornire UN solo PC. I programmi verranno scritti su carta e dati ad un “mantenuto” incaricato di trascriverli al computer. Per eseguire debug, si possono utilizzare post-it al posto dei punti di interruzione.

5. Qualsiasi problema affligga l’Azienda E’ COLPA DEL GRUPPO IT.

6. In qualsiasi obiettivo raggiunto dall’azienda NON VI E’ ALCUN MERITO DEL GRUPPO IT, anzi senza il gruppo IT l’obiettivo si sarebbe raggiunto prima e di gran lunga superato perché… vedi punto 5.

7. I ticket verranno scritti su carta e “appuntati” direttamente con chiodi da 10 sul corpo del mantenuto del gruppo IT.

8. I regali di Natale indirizzati al gruppo IT non appartengono al gruppo IT.

9. Il mantenuto non ha orari. Esso nasce per servire l’Azienda, vive per onorare l’Azienda, muore per migliorare l’Azienda. La sua vita non gli appartiene.

10. Lo smaltimento cadaveri dei mantenuti avviene nel camino Aziendale, con spese a carico del defunto.


Perché questo blog?

Inizio questo blog per illuminare tutti quelli che credono di lavorare e ricevere un compenso adeguato al servizio che svolgono per la propria azienda.
Rassegnatevi, siamo tutti dei mantenuti. Nella miope ottica della stragrande magioranza dei datori di lavoro, siamo solo dei mantenuti. Gli straordinari sono dovuti ma spesso non pagati, perché ci vuole amore per il proprio lavoro, il compenso è solo un effetto collaterale, i guadagni della propria società invece sono tutto, ma SOLO se non distribuiti equamente tra tutti quelli che collaborano a raggiungerli ;) Se gli straordinari vengono pagati regolarmente... Non ne fate mai abbastanza! Cercate di essere più produttivi, avere una vita personale in fondo non è necessario. Perché perdere tempo con amici, parenti e interessi personali quando potreste essere più produttivi! In fondo il lavoro nobilita l'uomo, certo non è sempre vero ma è inutile soffermarsi sulle sfumature quando l'azienda si evolve e migliora.